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 La storia recente

In estate il presidente Carta, che si era dimesso a metà dalla stagione precedente, decide di riprendere la poltrona di comando e, grazie anche alla collaborazione con la Juventus, allestisce una squadra molto competitiva che viene affidata ad un tecnico di primo piano: Antonello Cuccureddu.
Il neo tecnico manda via gran parte dei giocatori che avevano deluso l'anno precedente compresi capitan Udassi e Mortari. Arrivano a Sassari elementi di sicura affidabilità come i due difensori De Martis (che riveste la maglia della Torres dopo 13 anni) e Morello, la punta Evacuo, oltre alle giovani promesse Bartolucci, Guberti, Luci e Pesce.
L'entusiasmo della piazza viene subito smorzato dalla decisione della Covisoc
di escludere la Torres dal campionato per aver presentato in ritardo la documentazione attestante il pagamento di un debito verso l'erario.
A questa mazzata seguono quasi due mesi di passione per i tifosi, che ricorrono anche al blocco del porto di Porto Torres per smuovere le istituzioni e l'opinione pubblica al fine di evitare la cancellazione del sodalizio.
Alla fine sono decisivi quattro gradi di giudizio per poter festeggiare.
Il 9 agosto del 2005 arriva la sentenza con cui il Consiglio di Stato dà regione al presidente Carta ed annulla l'esclusione operata dalla Figc.
Il momento positivo si ripercuote anche in seno alla società. A Carta si affianca l'imprenditore gallurese Edoardo Tusacciu che, alla presentazione della squadra, promette addirittura la serie A.
Il rinnovato entusiasmo contagia la piazza ed anche la squadra gira bene.
Si esce indenni dal San Paolo di Napoli e dal Curi di Perugia ed alla fine del girone d'andata i rossoblu si piazzano a ridosso della zona play off.
All'ottimo andamento sul campo fa da contraltare la pessima situazione della Società che sprofonda in un debito di oltre 3 milioni di euro.
Carta si fa da parte e Tusacciu, complice anche una crisi improvvisa della sua azienda, decide di abbandonare accusando l'ex presidente di aver tenuto nascosti i debiti accumulati. I due andranno avanti per anni a colpi di carte bollate.
Per evitare che la situazione precipiti è il vice presidente Piero Mele a farsi carico del proseguo della stagione.
La squadra non risente della crisi societaria ed anzi, man mano che passa il tempo, pare prendere coscienza della sua forza.
L'apice è il 30 gennaio 2006 quando la corazzata Napoli viene affondata all'Acquedotto da una doppietta di Felice Evacuo che manda in visibilio gli oltre 10.000 spettatori presenti. Per il match contro la capolista Cuccureddu manda in campo Pinna S., Medda, Russo, Sanna M, Morello, De Martis, Guberti, Luci, Tozzi Borsoi, Minetti, Evacuo. I sassaresi si ritrovano quarti.
Alla penultima giornata travolgono per 3-0 la Sangiovannese agganciando il terzo posto e la matematica partecipazione ai play off per la serie B.
Proprio nel momento decisivo la barca comincia ad affondare. Da una parte c'è la truffa a spese dei tifosi, con la scomparsa dei soldi dell'azionariato popolare, dall'altra la debacle sul campo. Nella doppia gara di semifinale col Grosseto la Torres esce sconfitta in entrambe le occasioni per 1-0.
Clamorosa e discussa l'occasione fallita nella gara di ritorno con Tozzi Borsoi, rigorista sino ad allora infallibile, che si fa parare il tiro dagli 11 metri.
È l'inizio della fine, si passa nel giro di un mese dal sogno della B all'esclusione dalla C1 con tanto di perdita di tutto il parco giocatori.

Seguono mesi di passione e proprio sul filo di lana è l'imprenditore sassarese Antonio Mascia ad iscrivere la squadra in C2 sfruttando il cosiddetto Lodo Petrucci che consente al club di non dover ripartire dai dilettanti.
La squadra va ricostruita da zero ed in poco tempo, gli unici superstiti della stagione precedente che accettano il declassamento sono Frau, Seba Pinna e Alesssandro Cherchi. Per il resto il DS Palmas ed il neo tecnico Costantini si affidano a giocatori che nonostante contratti economicamente importanti sono ormai a fine carriera (Magnani, Monaco, Caterino, Delle Vedove, Marra) o a giovani ancora troppo acerbi per la categoria (Cibocchi, D'Aniello, Giusino, Di Felice, La Rocca, Mair).
La stagione comincia nel peggiore dei modi con la sconfitta per 4-0 a Cuneo e nonostante i gol di Frau e l'impegno tra gli altri di giovani di belle speranze come Guariniello e Imparato la squadra rimane per tutto il girone di andata nei bassifondi della classifica. Ad aggravare la situazione arriva una penalizzazione di due punti per ritardi nei pagamenti da parte di Mascia.
A gennaio il presidente corre ai ripari e rinforza la squadra mandando via Monaco e Marra ed acquistando, oltre al rientrante Pierluigi Porcu, Sannibale, Ottonello, Rossi Chaveneut, Gazzola, Nodari e Germinale. Arrivano anche i risultati che portano la squadra fuori dalla zona calda, anche se la salvezza matematica viene conquistata solo all'ultima giornata, a Bolzano contro il Sud Tirol, grazie alla rete di Denis Mair a 4 minuti dal termine.

Il 2007/2008 vede ancora sul ponte di comando il Presidente Mascia che affida la conduzione tecnica all'apprezzato Luciano Foschi.
Gli unici superstiti dell'anno precedente sono Deliperi, Porcu, Cherchi, Furiani, Ottonello, Pinna e Frau, mentre alla corte del mister laziale arrivano i difensori Serao e Lizzori, i centrocampisti Mascia, Massaro, Molino e Sogus e le punte Carlet e Federici. La squadra parte bene, con 9 vittorie in altrettante gare interne e due soli ko, a Vercelli e Crema chiudendo l' andata inaspettatamente al secondo posto.
Nel girone di ritorno i rossoblu colgono due soli successi in 13 giornate ma la mazzata decisiva, che costa i play off, arriva dalla sede della Lega di C che infligge alla società ben 8 punti di penalizzazione per false documentazioni presentate all'organismo di controllo: la Covisoc.
Con questo fardello della penalità la squadra deve attendere l'ultima giornata per poter festeggiare la salvezza che arriva via radio perché impattando per 1-1 ad Ivrea è necessario attendere la notizia della sconfitta del Cuneo che, a pari punti con i rossoblu, è condannato ai play out dagli scontri diretti sfavorevoli.
Ma la gioia per lo scampato pericolo dura poco. Nel mese di giugno il mancato ripianamento dei debiti da parte di Mascia, che attende invano i promessi contributi regionali, costano l'esclusione della squadra dalla C2 da parte della Covisoc, nonostante le mobilitazioni dei tifosi che cercano in tutti i modi di salvare il simbolo sportivo della città, (pagando a proprie spese addirittura il ritiro ai pochi giocatori rimasti in attesa dei ricorsi). Questa volta non c'è niente da fare, neanche il Consiglio di Stato evita la cancellazione del club dai professionisti. E' il 27 agosto 2008, una data che rimarrà tristemente storica.
Dopo 57 anni la Torres è costretta a giocare tra i dilettanti regionali.

Si riparte dalla Promozione con una squadra allestita in fretta e furia da Leonardo Marras che ritorna sul ponte di comando come presidente super partes gestendo i soldi degli sponsor, tra cui spicca D'Onofrio, amministratore di Televideocom.
Il neo presidente affida la panchina a Roberto Ennas e mette sotto contratto alcuni tra i migliori giocatori del calcio dilettantistico sardo. I risultati non tardano ad arrivare; si parte con 6 vittorie di fila e la sconfitta con l'Olmedo non intacca la marcia dei rossoblu che chiudono l'andata con 8 punti di vantaggio sulla terza in classifica.
Anche il girone di ritorno parte bene e l'8 marzo col successo sulla rivale diretta, Olmedo, la squadra chiude praticamente i conti quando mancano ancora 9 giornate, ma non c'è tempo per gioire perché si riparla di crisi economica a causa di alcuni sponsor che non hanno versato quanto promesso.
Le proteste dei giocatori e un finale di campionato sottotono non consentono di festeggiare al meglio la promozione in Eccellenza.

Il torneo 2009/2010 è preceduto dai consueti problemi societari.
Si va da una fantomatica cordata di imprenditori pronta a rilevare il club, alla conferma alla guida della società del duo Marras-D'Onofrio che, portandosi dietro un fardello di debiti dall'anno precedente, allestiscono una squadra poco consona alle attese dei tifosi, affidandola ad un tecnico molto apprezzato nell'ambiente come Tamponi; i risultati sul campo, però, sono deludenti, mentre si muove qualcosa sul fronte societario con l'ingresso di Antonello Lorenzoni, già presidente nei primi anni '80.
Lorenzoni prende da subito il comando delle operazioni, mentre Marras e D'Onofrio si fanno da parte, ma nemmeno tre allenatori (dopo Tamponi, Cirinà e infine Hervatin) e un gruppo rivoluzionato a campionato in corso, servono ad agganciare un posto nei play off.
Le 4 sconfitte di fila nel finale di stagione lasciano la squadra in una mediocre posizione di centro classifica.

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